Cronache di una cittadina trapiantata su un selvaggio bricco del cuneese
di Manù
Nei miei sogni, un’immagine bellissima:
Io, come una Biancaneve e i sette gatti, con un corvo in testa, circondata dalla fauna selvatica, entrata così in sintonia con la natura che nessun animale ha più timore di me.
Devo dire che la realtà non è poi così distante da questa visione, non fosse che la mia utenza mangia a sbafo senza darmi nessuna soddisfazione.
Nove la volpe, di punto in bianco, ha smesso di farsi vedere.
Stupita e preoccupata continuo a metterle il cibo sul solito muretto davanti a casa, ritrovandolo intatto il mattino dopo.
Panico.
Le ho dato qualcosa da mangiare che le ha fatto male.
Si è stufata di me e non mi fa più amica.
È ferita.
Ha i cuccioli e non si muove dalla tana.
È morta.
Poi finalmente un mattino il cibo non c’è più, lei si nega ma ricomincia a passare regolarmente, una sera riesco anche a vederla, non capisco cosa sia successo, ma sembra stare bene.
Durante i mie appostamenti per avvistare Nove prendo atto che un tasso ha iniziato a frequentare il secchiello dell’organico sul marciapiede, decido che è una femmina e la chiamo Cristina.
Tasso: mammifero della famiglia dei mustelidi, onnivoro, lunghezza 70 cm circa, peso intorno ai 12 kg (di più se mi frequenta), noto per il suo brutto carattere ma non importa, tra scorbutici ci si capisce e non temo la concorrenza.
Decido di fare amicizia con lei e le piazzo 2 mele e fototrappola dietro casa, per non creare conflitti di interesse con Nove che mangia davanti casa.
Quando guardo i video, oltre al tasso, scopro che a Nove fanno seguito Dieci, Undici, Dodici e forse anche Tredici.
All’una e venti passa Cristina a prendere le mele, all’una e mezza passa una volpe che lì per lì mi sembra Nove, ma no, è più piccola e magra.
La sera dopo alle 20,40 passa una volpe veramente mal messa, zoppa, con la coda spelacchiata e ferita e più tardi nella notte un’altra ancora che sembra un cucciolo e ha una ferita sul muso.
Nei video delle notti successive, credo di rivedere il cucciolo passare in tempi diversi ma poi mi rendo conto che in alcune riprese ha il muso ferito e in altre no, quindi i cuccioli sono due.
E perché non mi manchi niente a un certo punto è passato anche un topino a finire le briciole.
Molto probabilmente Biancaneve, impegnata ad aspettare il principe azzurro con aria sognante, non si preoccupava minimamente di se e quanto riuscissero a mangiare i suoi amici animali. Io invece, sarà per qualcosa di congenito andato storto, non posso fare a meno di farmene carico.
Ala nord: cibo per Nove, scelto in base ai suoi gusti ormai noti, carne sì, pelli del pollo no, pane solo se di segale, mele basta, uova a volte.
Ala sud: mele e patate bollite per Cristina, che se arriva tardi non trova più niente, e qualsiasi altra cosa per Dieci, Undici, Dodici e altri eventuali, che mangiano tutto e chi tardi arriva male alloggia, con mio grande dispiacere per chi non riesce a mangiare niente.
Lo so, gli esperti dicono che non bisogna intromettersi nel naturale corso della natura, perché si fa più danno che beneficio, comunque volevo dire che a volte il naturale corso fa schifo e io la legge del più forte non riesco proprio a digerirla.
E poi, cosa dovrò mai farne di tutto quello che avanzano i miei viziatissimi sette gatti?